VAP : Polmonite associata alla Ventilazione . Prevenzione infermieristica

L’infermiere è il professionista che fa la differenza nella prevenzione e nella gestione dellA  VAP

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L’ acronimo Vap sta per polmonite associata a ventilazione,  un’infezione nosocomiale che insorge circa 48-72 ore dopo  intubazione endotracheale nei pazienti ricoverati nelle UTI.  Rappresenta la principale causa di morte tra i pazienti critici con un tasso di mortalità superiore a quello di altre infezioni nosocomiali stimato fra il 24% ed il 50%.  E’ il risultato dell’invasione di microrganismi presenti nel cavo oro-faringeo al momento dell’intubazione che vengono portati verso i bronchi dove, grazie all’ambiente favorevole, proliferano per poi giungere al parenchima polmonare provocando una reazione infiammatoria locale; nello specifico tale infezione non è pertanto imputabile al ventilatore, ma alla presenza del tubo endotracheale o della tracheostomia e alla sedazione necessaria a mantenere il paziente intubato, in quanto tali presidi inibiscono il riflesso della tosse, facilitando così la colonizzazione batterica e non permettendo l’emissione dei batteri che si annidano alle secrezioni già presenti prima dell’intubazione e che durante la manovra vengono portati verso il parenchima polmonare. 

Le specie batteriche più comunemente riscontrate nelle VAP :

  •  Enterobacteriaceae ( 25%)
  •  Staphylococcus Aureus ( 20%)
  • Pseudomonas aeruginosa ( 25%)
  • Haemophilus influenza ( 10%)

Le VAP, come gran parte delle infezioni nosocomiali,  stanno diventando sempre più antibiotico resistenti soprattutto quelle legate a Gram Negativi. I fattori di rischio possono essere classificati in modificabili ( non legati al paziente) e non modificabili (legati al paziente),  l’infermiere deve svolgere un ruolo attivo  riducendo i fattori di rischio modificabili agendo sulla prevenzione dell’insorgenza.

 

Ruolo dell’infeRmiere

L’infermiere in quanto responsabile  dell’assistenza infermieristica al paziente intubato vede il suo ruolo attivo fin da prima dell’intubazione, al fine di  evitare l’insorgere di una VAP l’infermiere deve conoscere i fattori di rischio che ne portano allo sviluppo. Molteplici sono le strategie assistenziali di competenza principalmente infermieristica che  possono essere adottate per ridurre i fattori di rischio:                                                                                                                                                                 

  • Igiene delle mani la prima forma di prevenzione al fine di ridurre l’acquisizione esogena di batteri dalle mani del personale;
  • Cambio posturale frequente del paziente;
  • Aspirazione temporizzata delle secrezioni sotto-glottide;
  • Aspirazione tracheobronchiale mediante tecnica sterile e se presenti indicatori che ne giustificano l’attività essendo una procedura invasiva e potenzialmente lesiva, a tal riguardo è preferibile un’aspirazione mediante circuito chiuso;
  • Una costante igiene orale del paziente con antisettico a base di clorexidina 0,12% per ridurre la colonizzazione batterica  in quanto la VAP è causata dalla presenza di batteri che colonizzano la cavità orale e la placca dentale;
  • Il controllo della pressione di gonfiaggio della cuffia del tubo endotracheale per evitare il passaggio delle secrezioni e la fuoriuscita di aria;
  • Elevare la testa del letto a 30°- 45°;
  • Ridurre il cambio frequente dei circuiti di ventilazione;
  • Prevenzione della formazione del biofilm endoluminale;
  • Fisiokinesiterapia
  • Nutrizione enterale fattore non trascurabile in quanto mantiene un adeguato apporto nutrizionale che di riflesso agisce anche sul sistema immunitario e su un fisiologico andamento dell’apparato intestinale. Nonostante la presenza di un SNG possa favorire episodi di reflusso gastrico e quindi aumentare il rischio di inalazione è comunque preferibile a quella parenterale.

Sebbene l’andamento clinico dei pazienti intubati sia associato al lavoro di un team multidisciplinare, la riduzione del rischio di VAP è più strettamente correlata agli interventi infermieristici, pertanto l’infermiere,  essendo il professionista a più contatto col  paziente di terapia intensiva, è importante applichi queste strategie per erogare una corretta assistenza infermieristica ,  oltre che ad attenersi alle azioni sopra indicate, l’infermiere di terapia intensiva, deve anche assicurarsi che tutte le procedure siano eseguite secondo norme igieniche adeguate e che non via sia un passaggio di patogeni dall’operatore al paziente o da un paziente ad un altro.                                                                                        Concludendo, essendo la prevenzione la miglior strategia per prevenire il rischio di VAP,  ne consegue che la formazione e l’educazione svolgono un ruolo fondamentale per l’infermiere il quale deve essere costantemente aggiornato, informato e supportato da protocolli e linee guida basate su evidenze scientifiche.



 

 

 

 

 

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