Sondino Naso Gastrico: tecnica di inserimento e rimozione.

Il sondino naso gastrico è un tubo flessibile in materiale sintetico inserito attraverso una narice fino ad arrivare nello stomaco a scopo alimentare, evacuativo e decompressivo. E’ utilizzato per la nutrizione enterale, per l’idratazione nei bambini disidratati affetti da gastroenterite e per la somministrazione di farmaci nei soggetti incoscienti o che hanno disturbi della deglutizione. Può essere usato per allontanare dallo stomaco sostanze tossiche e indesiderate (cibo, farmaci o sostanze nocive) o a scopo decompressivo per prevenire il vomito e trattare la distensione gastrica nelle persone con occlusione intestinale e per favorire l’espansione polmonare nei soggetti incoscienti e ventilati meccanicamente.

TECNICA DI POSIZIONAMENTO

Una volta informata la persona e ottenuto il consenso, si può iniziare l’inserimento della sonda:
aiutare la persona ad assumere la posizione seduta, valutare la pervietà delle narici e la pulizia del cavo orale ed eventualmente pulirlo (o far soffiare il naso per rimuovere muco e croste);

Stabilire la lunghezza del sondino naso gastrico da inserire.

La misurazione esterna dalla punta del naso al lobo dell’orecchio (circa 10 cm) e da qui al processo xifoideo (detta anche misura NEX – nose earlob xiphisternum, circa 25 cm) può dare l’idea di quanto la sonda debba essere inserita.Per posizionare il sondino naso gastrico nel digiuno deve progredire per altri 20-30 cm. Va tuttavia segnalato che la misura NEX non è un metodo raccomandato per verificare il corretto posizionamento del sondino.

Lubrificare il sondino naso gastrico con un gel a base acquosa.

Alcuni studi sembrano dimostrare che l’utilizzo di gel anestetici a base di lidocaina (da sola o in associazione con altri farmaci) inseriti in narice 4-5 minuti prima dell’introduzione della sonda possa ridurre il dolore/fastidio associato alla procedura. L’uso di questi gel, data l’elevata capacità della mucosa nasale di assorbire principi attivi in essi contenuti, deve essere rivalutato di volta in volta e deve avvenire solo dopo prescrizione medica: non ci sono indicazioni su dosaggio e concentrazione di anestetico da somministrare.
evitare di inserire il sondino naso gastrico in trachea: una volta raggiunto l’orofaringe, si deve chiedere al soggetto di inclinare in avanti la testa e invitarlo a deglutire la saliva, o meglio, alcuni sorsi d’acqua. In questo modo si chiude la glottide e questo riduce il rischio di inserimento nelle vie aeree, facilitando il passaggio della sonda in esofago.

Inserire il sondino naso gastrico correttamente

Il sondino naso gastrico va spinto in avanti a ogni deglutizione sino al raggiungimento della lunghezza predeterminata. Se il soggetto ha conati di vomito può essere utile invitarlo a eseguire alcuni respiri profondi; naturalmente l’inserimento va ripreso una volta cessati i conati. Il persistere della sintomatologia e la difficoltà di far progredire la sonda devono far sospettare che il sondino naso gastrico si sia arrotolato in orofaringe.

La comparsa di tosse, cianosi e dispnea sono invece segni di inserimento accidentale nelle vie aeree. In entrambe i casi il sondino naso gastrico va retratto (non necessariamente estratto completamente) e si riprende l’inserimento una volta regredita la sintomatologia

Valutare che il sondino naso gastrico sia posizionato correttamente.

Una volta stabilita la giusta posizione è bene fare un segno con un pennarello indelebile sul sondino naso gastrico in corrispondenza della narice (in modo da poter controllare se si sposta) e registrare in cartella la lunghezza della porzione esterna del sondino naso gastrico.

Concludere fissando il dispositivo per prevenirne la dislocazione.

Per l’ancoraggio si possono utilizzare due strisce di cerotto fissate al naso e incrociate intorno al sondino naso gastrico in modo da formare una sorta di “cravatta”, oppure altri prodotti adesivi disponibili in commercio che ancorano la sonda alla fronte o alla guancia della persona. Questi sistemi non sempre sono sufficienti a prevenire la dislocazione della sonda, specie nelle persone con confusione mentale.
 Al termine della procedura è importante riportare in cartella:

  •  →la data e l’ora dell’inserimento;
  • → le dimensioni del tubo utilizzato;
  • → la lunghezza della porzione esterna del sondino naso gastrico;
  • → come è stato valutato il posizionamento del sondino (per esempio il valore del pH);
  • → come il soggetto ha tollerato la procedura;
  • → nome e firma dell’operatore sanitario.

VALUTAZIONE DEL POSIZIONAMENTO DEL SONDINO NASO GASTRICO

I metodi più attendibili esclusa la radiografia sono:

1. l’osservazione delle secrezioni aspirate (utile a differenziare il posizionamento gastrico o intestinale, ma non quello tracheobronchiale);

2. la misurazione del pH mediante cartina tornasole: un pH <5 garantisce all’operatore che il SNG sia ben posizionato. (Racc. C. RCE ). Nel caso lo stomaco non contenga sufficiente liquido per questo controllo è necessario rimisurare il pH dopo circa un’ora senza infondere nessun liquido o sostanza attraverso il SNG. In ogni caso, se il valore di pH risultasse > a 5 è necessario riposizionare il SNG, perché la sonda potrebbe essere passata dallo stomaco al duodeno (attenzione alle terapie con inibitori di pompa);

3. l’insufflazione di aria (circa 20- 30 ml) nel sondino e l’auscultazione con il fonendoscopio del suono prodotto in ipocondrio sinistro con il paziente in posizione supina. Non sempre quest’ultima metodica consente di differenziare la sede del posizionamento tra lo stomaco e l’intestino, è pertanto sconsigliato il solo utilizzo di questo metodo per determinare la sede della sonda.

4. La verifica del corretto posizionamento del SNG deve essere necessariamente effettuata sia al momento dell’introduzione ma, soprattutto, ogni volta che si somministrano gli alimenti. Si ricorda inoltre che, se la presenza di tosse, dispnea, cianosi può ragionevolmente indicare un malposizionamento, l’assenza di questi sintomi non lo esclude;

RIMOZIONE DEL SONDINO NASO GASTRICO

  1. Informare il paziente, se cosciente, della procedura (sottolineando che potrebbe essere piuttosto fastidiosa)
  2. Posizionarlo in posizione semiseduta
  3. Lavarsi le mani
  4. Indossare i guanti( Prevenire il rischio biologico nell’operatore)
  5. Mettere un telino sul torace del pz
  6. Tappare il sondino per evitare  la fuoriuscita di liquido dal S.N.G
  7. Staccare il sondino dai punti di fissaggio.
  8. Tenere delle garze in TNT nella mano non dominante e posizionarle sotto il naso del pz,
  9. rimuovere il SNG tirando in modo continuo ed uniforme partendo dalla narice
  10. Garantire confort del paziente.
  11. Smaltire il materiale negli appositi contenitori per rifiuti
  12. Rendere l’ambiente igienicamente idoneo per le successive procedure
  13. Sfilarsi i guanti e lavarsi.
  14. Registrare la procedura nella documentazione infermieristica

AUTORE: Sottile Francesco

Fonti Utilizzate: Dossier in Fad, Quesiti clinico-assistenziali.

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