Se L’OSS non c’è?

Partendo dal presupposto che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, ovvero, l’infermiere è il responsabile dell’assistenza infermieristica al paziente. L’assistenza infermieristica consiste nella valutazione dei bisogni dell’assistito, quindi nella formulazione di obiettivi da raggiungere e di pratiche da attuare per il soddisfacimento di quei bisogni. L’infermiere in quanto professionista intellettuale valuta e programma una serie di interventi che in base alla loro complessità possono essere svolti da lui in prima persona o attribuiti al personale di supporto.

Di certo rispondere ai campanelli, usare padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto sono mansioni a bassa complessità assistenziale che sono attribuibili al personale di supporto e rientrano completamente tra le loro mansioni.

Ma cosa dice la giurisprudenza in merito?

Sent. N. 1078 RG n. 9518/80, Cron. 2210 del 09 febbraio 1985 “non compete all’infermiere ma al personale subalterno, rispondere ai campanelli dell’unità del paziente, usare padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto”
sent. N. 1116 del 21 luglio 1995 Cassazione Sez. V “per mansione inferiore si intende quella assegnata (da una norma) ad una diversa qualifica e che, invece, viene svolta da una qualifica superiore con carattere di continuità, prevalenza ed esclusività”
sent. N. 24293/2008 Corte di Cassazione chiamata a decidere sul caso di mansioni inferiori ha stabilito: “richiamando la consolidata giurisprudenza di questa Corte al riguardo, la modifica delle mansioni di cui all’art. 2103 C.C. non può avvenire in maniera dequalificante ma deve essere mirata al perfezionamento e all’accrescimento del corredo di esperienze, nozioni e perizie acquisite nella fase pregressa del rapporto. Le mansioni inferiori svolte dal ricorrente, sono state ritenute elementari, estranee alle esperienze professionali pregresse, aventi in sé un maggior rischio di fossilizzazione delle capacità della dipendente medesimo”
Cass. Sez. Lav. N. 7018 del 27 maggio 2000 ha postulato la prevalenza delle mansioni sostanziali su quelle formali nel senso che, “per individuare l’illecito mansionale, non è indispensabile acclarare la presenza di un atto formale, essendo sufficiente che il lavoratore svolga mansioni inferiori de facto”.
Cass. Sezione Lavoro n. 7453 del 12 aprile 2005 “vieta all’Azienda di mutare le mansioni senza l’accordo del dipendente”
Tribunale Civile di Milano sez. Lav. N. 2908 del 5.11-29.12. “se l’organico è inadeguato e il dipendente è obbligato, anche di fatto , a svolgere mansioni non attinenti al proprio profilo funzionale, ha diritto al risarcimento per lesione della dignità professionale in quanto deve sopperire ad un gravoso ed improprio cumulo di mansioni. Ne consegue che ha diritto al risarcimento valutato in via equitativa ex art.1226 C.C.
Cass. Sez. Lav. N. 6419 del 17 maggio 2000 “ nel pubblico impiego sono vietate le mansioni inferiori o promiscue”
Cass. Sez. Lav. N. 1307 del 7 febbraio 1998 “il dipendente può rifiutarsi di eseguire la prestazione lavorativa contestata se essa è ritenuta dequalificante”

Ma se l’oss non c’è il giro letti chi lo fa? Per trovare una risposta a questa domanda forse bisogna modificare la domanda stessa e chiederci E’ possibile che in un reparto manchi l’oss? E’ contemplato dalla legge?

La presenza di Operatori Socio Sanitari deve essere necessariamente garantita al pari del personale infermieristico, non può essere a discrezione dell’azienda. Gli OSS sono necessari nello svolgimento delle loro mansioni per garantire un’assistenza al paziente completa e di qualità.

Piuttosto che stare a discutere su come sopperire alle carenze di personale di supporto dovremmo capire che la loro carenza si configura come inadempienza di chi gestisce le risorse e non può e non deve rientrare nemmeno tra le variabili possibili.

E se per sopperire alla mancanza di OSS mancasse l’infermiere? …

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