Rischio di caduta negli anziani. Prevenire e correggere le cause. La scala di Conley.

Le cadute e le lesioni legate alla caduta sono un problema comune e serio per le persone anziane. Le persone anziane, dopo i 65 anni, hanno il più alto rischio di caduta. Il rischio di cadere almeno una volta l’anno va dal 30% per le persone con più di 65 anni fino al 50% per persone più anziane di 80 anni. 
Le conseguenze umane della caduta comprendono sofferenza, dolore, ferite, perdita di fiducia, perdita di indipendenza e mortalità. 

Le cadute degli anziani costano al Ssn oltre 400 milioni di Euro all’anno. Pertanto la caduta ha un impatto sulla qualità della vita, sulla salute e sui costi correlati all’assistenza.

Secondo le raccomandazioni delle linee guida, tutte le persone di età pari o superiore a 65 anni che sono ricoverate in ospedale devono essere sottoposte ad una valutazione multifattoriale del rischio di caduta durante la degenza ospedaliera.
Assicurarsi che qualsiasi valutazione multifattoriale identifichi i fattori di rischio individuali per le cadute che possono essere trattati, migliorati o gestiti durante il soggiorno previsto in ospedale. Questi
posssono includere:
  • deterioramento cognitivo
  • problemi di continenza
  • storia delle cadute, comprese le cause e le conseguenze (come le ferite e la paura di cadere)
  • calzature inadatte o mancanti
  • problemi di salute che possono aumentare il rischio di caduta
  • farmaci
  • instabilità posturale, problemi di mobilità e / o problemi di equilibrio
  • sindrome da sincope
  • deficit visivo.

Valutazione multifattoriale del rischio di caduta 

Le persone anziane che si presentano per cure mediche a causa di una caduta, o riferiscono
cadute ricorrenti nell’ultimo anno o dimostrano anormalità di andatura e / o
di equilibrio, dovrebbero essere sottoposte ad una valutazione del rischio di cadute multifattoriale . Questa valutazione dovrebbe essere eseguita da un operatore sanitario con competenze adeguate e
esperienza. Questa valutazione dovrebbe essere parte di un intervento individualizzato e multifattoriale.
 
La valutazione multifattoriale può includere quanto segue:
  • identificazione della storia delle cadute
  • valutazione di andatura, equilibrio e mobilità e debolezza muscolare
  • valutazione del rischio di osteoporosi
  • valutazione della capacità funzionale percepita della persona anziana e paura relativa alla caduta
  • valutazione della disabilità visiva
  • valutazione del deterioramento cognitivo e esame neurologico
  • valutazione dell’incontinenza urinaria
  • valutazione dei pericoli domestici
  • esame cardiovascolare e revisione dei farmaci.

Per un programma di intervento multifattoriale di successo è importante prendere in considerazione i seguenti aspetti (in un contesto di diagnosi generale , gestione delle cause e fattori di rischio riconosciuti):

  • allenamento per la forza e l’equilibrio
  • identificazione e intervento su i rischi a casa
  • valutazione della vista
  • revisione dei farmaci con eventuale modifica / ritiro

Dopo il trattamento per una caduta ingiuriosa, bisognerebbe identificare e affrontare i rischi futuri e
attuare degli interventi individualizzati volti a promuovere l’indipendenza e il miglioramento della funzione fisica e psicologica.

La sindrome ansiosa post caduta può ridurre  notevolmente movimento e attività in modo eccessivamente cauto, proprio per paura di cadere. Questo porta ad una riduzione della forza muscolare, favorendo una deambulazione anormale e, a lungo andare, un ulteriore aumento del rischio di cadere. Inoltre la caduta, soprattutto se l’evento si ripete, riduce la propria autostima, per cui a volte l’anziano omette di raccontare quanto accaduto per vergogna.

Le cause delle cadute dell’anziano

Come possiamo vedere dalla seguente tabella, le principali cause di caduta nell’anziano riguardano proprio fattori accidentali o correlati alla presenza di ostacoli ambientali, con il progredire dell’età, inoltre, la riduzione della vista, dell’udito e della memoria tendono a incrementare il rischio di inciampare.  Al secondo posto troviamo i problemi di deambulazione, questi possono essere imputati a semplici variazioni nel portamento e nell’equilibrio legate all’età, ma anche a specifiche disfunzioni del sistema nervoso, muscolo-scheletrico, circolatorio e respiratorio o a seguito di un periodo di inattività. 

 

Informazioni e supporto

Fornire informazioni orali e scritte pertinenti e supporto per i pazienti, e i loro familiarie badanti se il paziente è d’accordo. Prendi in considerazione la capacità del paziente di comprendere e conservare le informazioni. Le informazioni dovrebbero includere:

  • spiegare i fattori di rischio individuali del paziente per la caduta in ospedale
  • mostrare al paziente come utilizzare il sistema di chiamata quando ha bisogno di aiuto.
  • informare i familiari e chi si prende cura del paziente su quando e come alzare e abbassare le ringhiere del letto
  • fornire messaggi coerenti su quando un paziente dovrebbe chiedere aiuto prima di alzarsi o muoversi
  • aiutare il paziente a impegnarsi in qualsiasi intervento multifattoriale volto ad affrontare i possibili fattori di rischio. 

Scala di Conley

Uno degli strumenti a disposizione dell’infermiere per valutare il rischio di caduta è la Scala Conley che attraversi l’analisi di una serie di variabili alle quali vengono assegnati dei punteggi, permette di determinare il grado di rischio di caduta il paziente.

Dalle ultime revisioni della letteratura basata sulle evidenze scientifiche si è giunti alla conclusione che nessuna scala di valutazione esistente ed utilizzata, è in grado di soddisfare criteri di sensibilità, specificità e predittività per quanto riguarda il rischio di cadute.
Tuttavia la scala di Conley è quella con il più alto valore di sensibilità (69%), che permette di identificare molti dei pazienti a rischio di cadute che effettivamente cadranno (veri positivi), è di facile comprensione e può essere compilata rapidamente permettendo così di discriminare quali pazienti siano maggiormente a rischio di caduta.

La Scala Conley è suddivisa in due parti, che indagano rispettivamente:

  • le (eventuali) cadute precedenti: attraverso domande dirette al paziente o, in caso di gravi deficit fisici o cognitivi, al caregiver; in assenza di caregiver, l’infermiere dovrà consultare la documentazione disponibile;
  • il deterioramento cognitivo: attraverso l’accertamento infermieristico si valutano la marcia, lo stato di agitazione e quello della capacità di giudizio.

* eccessiva attività motoria, solitamente non finalizzata associata ad agitazione interna.
Es: incapacità a stare seduto fermo, si muove con irrequietezza, si tira i vestiti, ecc.

Il punteggio uguale o superiore a 2 (punteggio di cut-off) identifica un paziente a rischio di caduta.

 

Prevenzione infermieristica del rischio di caduta

In caso di paziente con rischio di caduta, l’infermiere:

  • richiede una consulenza per la prescrizione di terapie riabilitative e/o fornitura di ausili per la deambulazione;
  • valuta la presenza di ostacoli ambientali e se possibile li elimina;
  • richiede la presenza di familiari/caregiver;
  • fa verificare periodicamente dal personale di supporto le necessità del paziente (alzarsi/andare in bagno);
  • suggerisce l’utilizzo di abbigliamento comodo e calzature adeguate.

 

 

Fonti

https://www.epicentro.iss.it/incidenti-domestici/rischi-cadute-anziani

Falls in older people: assessing risk and prevention Clinical guideline Published: 12 June 2013

Conley D, Schultz AA, Selvin R. The challenge of predicting patients at risk for falling: development of  the Conley Scale. MEDSURG Nurs 1999; 8: 348-354

Oliver D, Britton M, Seed P, Martin FC, Hopper AH. Development and evaluation of evidence based risk assessment tool (STRATIFY) to predict which elderly inpatients will fall: case-control and cohort studies. BMJ 1997; 315:1049-1053.

 Evans D, Hodgkinson B, Lambert L, Wood J. Falls risk factors in the hospital setting: a systematic review. Int J Nurs Pract 2001; 7: 38-45.

 Systematic review. Preventig Falls and Subsequent Injury in Older People, 1996. NHS Center for Reviews and Dissemination University of York;

Meta-analysis: Several strategies prevent falls and subsequent injury in older persons, 1996. NHS Center for Reviews and Dissemination and Nuffield Institute for Health.

 Research-Based Protocol: Prevention of falls, 1997. The University of Iowa, Gerontological Nursing Intervention Research Center;. 

Cochrane Review: Intervention for preventing falls in elderly, 1997; 8) Guideline: Falls and fall risk, 1998. The American Medical Directors Association; 9) Guideline: Falls in Hospitals, 1998. The Joanna Briggs Institute for Evidence Based Nursing and Midwifery – Australia;

 

 

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