Lo screening della Mammella per una diagnosi precoce

Il cancro della mammella è il tumore più frequente tra le donne: in Italia rappresenta il 29% di tutte le nuove diagnosi tumorali.

Nel nostro Paese ogni anno sono diagnosticati oltre 47.000 casi di tumore della mammella, con un’incidenza pari a 150 nuovi casi ogni 100.000 donne.
La neoplasia mammaria rappresenta la principale causa di morte oncologica in ogni fascia d’età (complessivamente, circa il 17% di tutti i decessi per cancro). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è elevata (circa l’85%) e in aumento nell’ultimo decennio.
Da tempo, sia in Italia che all’estero, viene raccomandata l’esecuzione di una mammografia ogni 2 anni, per le donne tra i 50 e i 69 anni, la fascia d’età a maggior rischio, al fine di poter porre una diagnosi precoce e ridurre la mortalità determinata dal tumore della mammella.

Sempre in Italia, il CM ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne,
con 11.913 decessi, al primo posto anche in diverse età della vita, rappresentando il 29% delle cause di morte oncologica prima dei 50 anni, il 21% tra i 50 e i 69 anni e il 16% dopo i 70 anni
 Mediamente, per una donna italiana, il rischio di ammalarsi nel corso della vita è oggi del 13%: circa una donna su 45 si ammala entro i 50 anni, una su 19 tra i 50 e i 69 anni, e una donna su 23 tra i 70 e gli 84 anni.

Molto spesso la popolazione Target per un motivo  o per un altro,es Basso stato economico e culturale, posizione geografica di residenza, sfiducia nei programmi di screening non si reca all’esecuzione di tali accertamenti, vediamo nell’immagine seguente la percentuale delle donne che hanno aderito ai programmi di screening per regione( Passi 2008-2013)

Un estratto delle Raccomandazioni date dal Ministero della Salute sullo Screening della Mammella.

RACCOMANDAZIONI PER LO SCREENING DEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA
1. Introduzione
Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente fra le donne, per incidenza e mortalità.
Mentre la mortalità è in calo a partire dagli anni Novanta, l’incidenza è in lieve ma costante
aumento, forse come conseguenza, in parte, del diffondersi della diagnosi precoce.
2. Obiettivi dello screening
L’obiettivo principale dei programmi di screening mammografico è ridurre la mortalità specifica per cancro della mammella nella popolazione invitata a effettuare controlli periodici.
3. Evidenze scientifiche
Secondo stime recenti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), partecipare allo
screening organizzato su invito attivo (mammografia biennale nelle donne di 50-69 anni) riduce del 35% la probabilità di morire per cancro della mammella. È quindi necessario che i programmi di sanità pubblica assicurino almeno gli stessi livelli di qualità (se non superiori), grazie
alla formazione degli operatori e allo sviluppo di un adeguato programma di assicurazione di
qualità, come raccomandato dalle Linee guida europee (prima edizione).
4. Modalità organizzative di un programma di screening mammografico
Si raccomanda l’impiego della doppia lettura dell’esame mammografico, con eventuale discussione tra i radiologi o il giudizio da parte di un terzo radiologo nei casi discordanti.
I radiologi che operano nel programma di screening devono:
✜ essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% del loro tempo
✜ leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno
✜ partecipare a riunioni periodiche multidisciplinari su casi clinici, insieme alle altre figure
professionali coinvolte (patologi, chirurghi, oncologi, radioterapisti, personale tecnico e
infermieristico)
✜ partecipare alla revisione periodica della propria attività.
Per ogni programma di screening va individuata un’unità di riabilitazione, dotata di un servizio di
counselling psicologico.Ogni programma dovrebbe avere una o più unità chirurgiche di riferimento (almeno 100 casi di tumore mammario trattati ogni anno) a cui indirizzare i casi selezionati.
il documento
4.1. Possibili sviluppi di programmi organizzati di screening dei tumori della mammella
4.1.1. Fasce di età in cui lo screening è raccomandato
Viste le maggiori aspettative di vita delle donne anziane e della crescente disponibilità di trattamenti efficaci, si sta valutando se estendere i programmi di screening mammografico alla fascia
di età compresa tra 70 e 74 anni. Inoltre, studi recenti suggeriscono un possibile beneficio dello
screening anche per le donne tra i 40 e 49 anni.
La scelta di estendere le fasce di età per lo screening mammografico oltre i 70 anni e al di sotto dei 50 anni dovrebbe essere lasciata alla libera valutazione delle Regioni, in base alle risorse disponibili e a valutazioni di costo-efficacia.

Nella fascia di età tra i 45 e i 49 anni, la legge finanziaria del 2001 garantisce l’esenzione dal pagamento. Il possibile inserimento di queste donne all’interno del programma di screening organizzato in atto va invece valutato dalle singole Regioni.

In questo caso, come suggerito dalle raccomandazioni europee, bisogna assicurare una
corretta informazione su vantaggi e limiti dello screening e controlli di qualità rigorosi. Inoltre,
va utilizzata la mammografia con doppia proiezione e doppia lettura, con frequenza di 12-18
mesi.
4.1.2. Frequenza dello screening mammografico
In base a considerazioni di costo-efficacia, l’intervallo più indicato per le donne ultracinquantenni dovrebbe essere biennale. Per progetti pilota rivolti a donne nella fascia di età tra 45 e 49 anni,
si dovrebbero adottare intervalli più brevi (12-18 mesi).

In Emilia Romagna si sta sperimentando l’efficacia nella fascia 45- 74 anni, con periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni)

In Emilia-Romagna il carcinoma della mammella è responsabile del 29% dell’incidenza dei tumori maligni nel sesso femminile e del 15% della relativa mortalità, con oltre 4.500 nuovi casi all’anno. Si stima che, in regione, la percentuale delle donne “guarite” dal cancro, ossia che non hanno maggior rischio di decesso rispetto alla popolazione di riferimento, raggiunga il 54% delle pazienti con tumore della mammella.

Il programma di screening per la diagnosi precoce del tumore alla mammella ha oltrepassato, in Emilia-Romagna, i vent’anni di vita: è stato introdotto nel 1996 per la fascia d’età dai 50 ai 69 anni e dal 2010 è stato esteso alle fasce 45-49 e 70-74 anni. Ogni anno vengono invitate circa 500.000 donne (copertura del 100% della popolazione bersaglio), con un’adesione del 75%, a cui si aggiunge un ulteriore 10% che effettua la mammografia al di fuori del programma.

Fonte:SORVEGLIANZA PASSI E DIAGNOSI PRECOCE DEI TUMORE, ER Salute Regione Emilia Romagna, Ministero della Salute

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