L’istituto della Mobilità, passato presente e futuro. E il nulla osta?

Gli infermieri attualmente si ritrovano prigionieri di quelle aziende sanitari virtuose che hanno avuto la possibilità economica di bandire un concorso pubblico, oggi molti provano a ritornare a casa tramite l’istituto di Mobilità.

Con questo articolo vogliamo rendervi più chiaro quello che dal punto di vista legislativo e stato fatto, passando dal capo saldo “DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165 Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, per poi passare alla cosiddetta Riforma Brunetta (DL 150 del 2009). 

Analizzeremo le ulteriori modifiche  date dalla Legge n 114/2014 Bosetti Gatti;

La Riforma Madia Decreto legislativo 25 maggio 2017 n 75 (legge124/2017)

CCNL 2016-2018 che disapplica  art 19 del ccnl integrativo del 20/09/2001.

E arriveremo a trattare del Dlg Bongiorno “Deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazioni.

La Mobilità del personale dipendente trova fonte nell’ art 30 de D. lgs 165 del 2001″ passaggio diretto tra amministrazioni che nella sua versione originale dispone:1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all’articolo 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell’amministrazione di appartenenza. Le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e fino all’introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non è richiesto l’assenso dell’amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell’amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l’amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all’amministrazione di appartenenza.

LE MODIFICHE DELLA RIFORMA BRUNETTA.

Il decreto legislativo suddetto è stato successivamente  modificato dall’ ART 49 del D.lgs 150/2009 Attuazione della legge 4 marzo 2009 n 15:

Con questo decreto vi è un maggiore limitazione al diritto di accedere alla Mobilità facendo un ulteriore precisazione” Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei dirigenti responsabili e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato sulla base della professionalità in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire”

Ma nel frattempo l’art  19 del CCNL integrativo 20/9/2001….

ART. 19 – Mobilità volontaria tra aziende ed enti del compartoe con altre amministrazioni di comparti diversi

1. La mobilità volontaria dei dipendenti tra le aziende e tutti gli enti del comparto di cui al CCNQ del 2 giugno 1998 – anche di Regioni diverse – in presenza della relativa vacanza di organico avviene a domanda del dipendente che abbia superato il periodo di prova, con l’assenso dell’azienda di destinazione e nel rispetto della categoria, profilo professionale, disciplina ove prevista e posizione economica di appartenenza del dipendente stesso.

2. Il nulla osta dell’azienda o ente di appartenenza, qualora non venga concesso entro dieci giorni dalla richiesta, è sostituito dal preavviso di un mese.

3. Nel caso in cui il nulla osta venga concesso, ma sia rinviato ad una data posteriore a quella richiesta dal dipendente, il posticipo non può essere superiore a tre mesi.

LA RIFORMA MADIA  LEGGE 124/2017
La riforma in esame modifica i commi 1 e 2 dell’art. 30 (Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse) del DLgs 165/2001. In particolare il coma 1 così inizia: “Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all’art. 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell’amministrazione di appartenenza.

IL comma 2.2 afferma che “I contratti collettivi nazionali possono integrare le procedure e i criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dai commi 1 e 2. Sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.”

Come noto, con il recente rinnovo del CCNL del 2016-2018 del comparto sanità si è provveduto, all’art. 52 comma 3, a disapplicare l’art. 19 (Mobilità volontaria tra aziende ed enti del comparto e con altre amministrazioni di comparti diversi) del CCNL integrativo del 20/9/2001 perché in contrasto con la norma di legge. L’unica “integrazione” di rilevo effettuata è rilevabile al comma 2 punto f) dell’art. 52 dove si tenta di superare la prassi diventata ormai comune di chiedere il nulla osta preventivo per la partecipazione al bando di mobilità: “fermo restando che l’attivazione della mobilità richiede il consenso dell’ente o azienda di appartenenza, la partecipazione al bando può avvenire anche senza il preventivo assenso della stessa.”

PROPOSTA D. lgs. Bongiorno Deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazioni.

IL questa proposta di legge alla ART5 comma 2 si legge:”semplificare e omogeinizzare le procedure di mobilità… escludendo il rilascio del nulla osta da parte dell’amministrazione e ovvio anchd che l’art 35 comma bis del decreto legislativo n 165 del 2001 afferma  l’obbligo di permanenza di 5 anni presso la sede di prima assegnazione.

Autore Sottile Francesco

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