L’Infermiere e la Prevenzione

La Prevenzione rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero tra le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini. E’ quindi parte integrante della medicina di sanità pubblica che ha lo scopo di prevenire le malattie, di prolungare la vita e di promuovere la salute attraverso gli sforzi organizzati della società (Carta di OTTAWA 1986).
La sua attuazione si esplica tramite l’educazione sanitaria che fornisce le informazioni necessarie per un esame critico dei problemi della salute e a responsabilizzare gli individui ed i gruppi sociali nelle scelte comportamentali che hanno effetti diretti o indiretti sulla salute fisica e psichica dei singoli o della collettività.
La prevenzione delle malattie e l’educazione sanitaria, insieme all’assistenza dei malati e dei disabili, sono le principali funzioni dell’infermiere (DM 739/94) che quindi “promuove, attraverso l’educazione, stili di vita sani e la diffusione di una cultura della salute: a tal fine attiva e mantiene la rete di rapporti tra servizi e operatori” in quanto “L’infermiere riconosce la salute come bene fondamentale della persona e interesse della collettività e si impegna a tutelarla con attività di prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione” (Articolo 6, Codice Deontologico 2009).

Gli obiettivi della prevenzione sono:
– proteggere il singolo;
– controllare le malattie nelle popolazioni;
– circoscrivere le malattie;
– eradicare le malattie.
Distinguiamo tre livelli di prevenzione, che agiscono in momenti diversi: prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
Per prevenzione primaria comprende tutti gli interventi da attuarsi “a monte”, prima cioè dell’instaurarsi di un qualsiasi stato di malattia, andando ad agire su tutti i potenziali fattori di rischio.
Per prevenzione secondaria si intendono tutti gli interventi terapeutici precoci e tempestivi da attuare su uno stato di malattia, in fase latente o iniziale, prima che questa possa conclamarsi nella sua piena ed evidente sintomatologia.
La prevenzione terziaria include, infine, tutti gli interventi da intraprendere su stadi di malattia conclamata al fine di evitarne la cronicizzazione, l’instaurarsi di danni che possano compromettere la salute in maniera definitiva, ovvero l’instaurarsi di uno stato di handicap.

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria è sicuramente la più importante poichè la sua azione è rivolta ad evitare la malattia. Essa agisce sull’uomo, il suo ambiente ed sulla società di cui egli è parte integrante.
Le azioni che caratterizzano questa forma di prevenzione devono essere ripartite tra Stato, Regioni e Aziende Sanitarie Locali che intervengono in materia di disciplina urbanistica ed edilizia, sorveglianza sanitaria degli alimenti e delle bevande, controllo dei farmaci, distribuzione dell’acqua potabile, realizzazione di fognature, di impianti di smaltimento dei liquidi e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, interventi che sono tutti di grande rilevanza per la tutela della salute pubblica.

Molte volte purtroppo, la gente riceve informazioni sulla salute da diverse fonti, in particolare dai mass media o dagli amici, che non sempre sono qualificate, per cui bisognerebbe cominciare a considerare il proprio medico, l’infermiere e le altre figure professionali, come un protagonisti della prevenzione e dell’educazione alla salute. Le persone a cui ci si rivolge non solo per la cura dalle malattie, ma anche per chiedere informazioni su come prevenirle.


Gli interventi principali rivolti all’individuo, in fase di prevenzione primaria, comprendono una sana informazione su i rischi legati a comportamenti o fattori determinanti per l’insorgenza di uno stato di malattia. Parlando di prevenzione primaria, occorre ricordare quello che comunemente viene definito “fattore di rischio” nei confronti di una malattia: ”una qualsiasi variabile associata positivamente con la medesima, purché tale associazione sia statisticamente significativa, costante e preceda, nel tempo, il suo inizio”.
I fattori di rischio possono essere identificati in cattive abitudini di vita; come ad esempio un’ errata alimentazione (diabete, obesità, alterazioni del metabolismo) o al consumo di alcool e tabacco (epatopatie, danni neurologici, malattie respiratorie croniche, neoplasie). Il continuo incremento di incidenza delle malattie cronico-degenerative, appannaggio dei tempi moderni e sicuramente causa di devastanti problemi di invalidità e mortalità, ha orientato gli educatori a privilegiare l’educazione sanitaria attraverso la diffusione di notizie chiare e comprensibili circa stili di vita, abitudini alimentari, comportamenti sociali, utilizzo di farmaci e droghe, abitudine tabagica ed alcoolica.

Esempi di prevenzione primaria sono rappresentati dalle campagne antifumo promosse dai governi, dall’educazione alimentare nelle scuole, dalla vaccinazione. La vaccinazione è l’intervento di Sanità Pubblica più efficace al mondo, dopo l’acqua pulita, per promuovere la buona salute e salvare vite umane.

 

Tali impulsi educativi sono, senza dubbio, elementi portanti di prevenzione primaria insieme all’insegnamento di semplici manovre quotidiane come il lavaggio delle mani, evitare di toccare sostanze tossiche od irritanti, evitare ambienti inquinati e scarsamente areati ecc.

Prevenzione secondaria


La prevenzione secondaria, rappresenta lo step successivo rispetto alla prevenzione primaria. Questa interviene su soggetti già ammalati, anche se in uno stadio iniziale. Consiste in un intervento di secondo livello che attraverso la diagnosi precoce di malattie, in fase asintomatica mira ad ottenere la guarigione o comunque limitarne la progressione.
Permette di identificare una malattia o una condizione di particolare rischio attuando immediatamente un intervento terapeutico efficace, al fine di interromperne o a rallentarne il decorso.
In questo modo si evita la progressione della patologia e si riducono gli effetti negativi per la salute.


I test di screening sono uno strumento fondamentale della prevenzione secondaria: possono essere di massa, rivolti cioè a tutta la popolazione, o selettivi, rivolti cioè a gruppi a rischio della popolazione. Lo screening, consiste nell’esame di una popolazione con un test allo scopo di individuare e successivamente trattare una malattia che si trova nel suo «stadio precoce» e diventa un reale rimedio preventivo se si presentano le condizioni.

L’altro strumento utilizzato nelle campagne preventive è il check-up, che a differenza dello screening, è costituito da una serie predefinita di esami standard con i quali il medico cerca di aumentare le informazioni di base sul paziente, effettuando un controllo periodico sullo stato di salute. Il check-up può essere una prassi routinaria oppure straordinaria.


Una condizione indispensabile, perché possa avere una sua importanza nel riscontrare prematuramente delle malattie, è che assieme agli esami il professionista sanitario faccia un’ accurata anamnesi andando ad indagare sulla sua vita quotidiana, sulle abitudini; infatti è il soggetto a dover rimanere protagonista della «sua» storia anche nel check-up.

Screening e check-up sono due strumenti che vanno misurati nei loro effetti sulla vita delle persone e sui comportamenti. I casi positivi di screening devono avere la possibilità di essere curati, assistiti e seguiti nel tempo, ma è anche necessario avere un ritorno dell’informazione, al fine di poterlo poi utilizzare per orientare interventi di educazione alla salute e di prevenzione.

Prevenzione terziaria

La prevenzione terziaria è volta ad impedire le riprese evolutive di malattie stabilizzate ed a contrastare la progressione e le complicazioni croniche, nonché a correggere ed a limitare il danno invalidante provocato dalle malattie a lungo decorso.
Il suo scopo , dunque, è quello di eliminare l’immobilità, la dipendenza, l’abbandono e l’isolamento; quindi il migliore intervento di prevenzione è quello di aiutare il paziente a rimanere attivo nella famiglia, nella comunità e nella società.

È importantissimo coinvolgere il paziente nella lotta contro la malattia e ciò è possibile solo se egli è informato realisticamente della sua condizione, in modo tale da poter diventare non vittima, ma protagonista attivo di un’esperienza che si trova purtroppo ad affrontare suo malgrado.

La promozione della salute ha sicuramente anch’essa un ruolo fondamentale e, la differenza fra gli interventi di prevenzione e quelli di promozione della salute consiste nel fatto che i primi sono finalizzati alla prevenzione di patologie specifiche e definite, i secondi vogliono rafforzare le risorse manifeste e potenziali degli individui, proponendo investimenti sugli stili di vita, sulla formazione personale e sulle competenze collettive.
L’educazione alla salute cerca cioè di rendere le persone consapevoli delle conseguenze di determinati comportamenti sulla salute, di accrescere la preoccupazione nel riguardi della salute e di stimolare l’azione.

Precedente Catetere di Swan-Ganz. Gestione Infermieristica Successivo Gli anticoagulanti orali: gestione ed effetti avversi