Le Buone pratiche negli Accessi Vascolari

TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE DEI VASI

Per assicurare la sicurezza del paziente, l’operatore deve essere competente nell’uso delle attrezzature utili per il posizionamento e per l’utilizzo degli accessi venosi, e deve conoscerne indicazioni, controindicazioni e le istruzioni per l’uso fornite dal produttore.

Per la sicurezza del paziente, il clinico deve essere competente nell’uso delle tecniche di visualizzazione utili all’impianto dei dispositivi per accesso venoso. Questa conoscenza deve comprendere, ad esempio, la abilità nell’usare tali tecniche per individuare i vasi appropriati per la incannulazione e valutarne calibro, profondità e posizione, così come di prevedere le potenziali complicanze di ciascuna tecnica.

Le tecnologie di visualizzazione sono necessarie nei pazienti con accesso venoso difficile e/o dopo ripetuti tentativi falliti di venipuntura, aumentano le possibilità di successo durante i tentativi di incannulazione venosa periferica e diminuiscono il rischio di dover ricorrere all’impianto di un dispositivo per accesso venoso centrale non altrimenti indicato.

Prendere in considerazione l’uso di tecnologie con raggi nello spettro del “quasi infrarosso” (tecnologia ‘near-infrared’ o ‘nIR’) allo scopo di localizzare meglio le vene periferiche superficiali, fornire informazioni utili (es. biforcazioni, tortuosità, presenza di vene palpabili ma non visibili) ai fini della selezione della vena da incannulare e quindi ridurre il tempo impiegato per l’impianto di agocannule.

Usare l’ecografia per l’impianto di agocannule nei pazienti – sia adulti sia pediatrici – con accesso venoso difficile.

Nei pazienti pediatrici l’ecografia riduce significativamente il numero dei tentativi di venipuntura ed il tempo della procedura. Negli adulti l’ecografia si associa a un numero minore di tentativi di venipuntura e a un minor numero di fallimenti. I molti studi condotti in questo ambito sono stati assai differenti tra loro in termini di tecnica di inserzione (a 1 o 2 impiantatori; statica vs dinamica) e di esperienza degli impiantatori; anche il tasso di successo è stato assai variabile, mentre la complicanza più frequente è stata l’ematoma locale.

Scegliere un catetere la cui lunghezza sia tale da permettere un sufficiente tratto residuo di catetere all’interno del lume della vena. Infatti, la durata di una agocannula posizionata per via ecografica sembra essere minore quando la vena è ad una profondità maggiore di 1,2 cm e/o quando la vena prescelta è una vena profonda, brachiale o basilica, al livello del braccio; il diametro della vena non sembra fare differenza.

Cateteri venosi periferici più lunghi (12 cm.) durano più a lungo che non le agocannule standard (5 centimetri). Per minimizzare il danno della parete venosa si raccomanda la venipuntura eco-guidata dinamica o “real-time”. La scelta tra la venipuntura ecoguidata con tecnica in asse corto (con puntura out of plane) versus la tecnica in asse lungo (con puntura in plane) dipende dal diametro e dalla profondità della vena periferica e dall’abilità dell’impiantatore.

Fonte: Infusion Therapy Standards of Practice.

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