La morte in culla. Educare per Prevenire. Raccomandazioni per i genitori.

La sindrome della morte improvvisa del lattante meglio nota come “morte in culla” è un fenomeno che la comunità scientifica non è ancora riuscita a spiegare.

Si manifesta provocando la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano: la morte resta inspiegata anche dopo l’effettuazione di esami post-mortem. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita e a tutt’oggi rappresenta la prima causa di morte nei bambini nati sani.

Negli ultimi anni vi sono stati importanti progressi nella nostra comprensione della sindrome di morte infantile improvvisa (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS) tra cui la scoperta che la posizione prona durante il sonno fa aumentare fino a tre volte il rischio di SIDS. Questa scoperta ha portato ad una campagna di informazione mondiale a sostegno della posizione supina per far dormire i neonati, questo ha portato ad una diminuzione del 50-90% nel tasso di SIDS.

Numerosi studi hanno evidenziato che se la più sicura abitudine di far dormire i bambini supini (a pancia in su) invece che proni (a pancia in giù) si fosse diffusa a partire già dagli anni settanta, periodo in cui sono nate le prime evidenze scientifiche e cliniche in merito, si sarebbe potuta salvare la vita di circa 50.000 bambini soltanto nei paesi occidentali.

Sono stati identificati anche diversi fattori che potrebbero favorire la morte in culla improvvisa, gran parte di questi sono modificabili, dovuti principalmente a cattive abitudini o ad una scarsa educazione dei genitori, tra questi abbiamo:

  • Fumo di sigaretta nell’abitazione
  • Madre fumatrice durante la gravidanza (analogamente con i cerotti per smettere di fumare)
  • Insufficiente alimentazione e cura prenatale
  • Uso di alcool e droghe
  • Temperatura della stanza troppo elevata
  • Eccessivo abbigliamento
  • Utilizzo eccessivo di coperte
  • Infezioni respiratorie
  • Posizione del sonno diversa da quella supina
  • QT lungo

Sembra che siano maggiormente esposti al rischio bambini nati prematuri e al di sotto dei 5 mesi di età, mentre l’inverno è la stagione che conta il più alto numero di decessi: cosa che può essere direttamente collegata a buona parte dei fattori di rischio citati sopra.

No alla condivisione del lettone.

Sembra infatti che dormire insieme ai genitori faccia aumentare notevolmente l’incidenza della sindrome, in particolar modo se uno o entrambi i genitori sono fumatori, fanno uso di alcool, droghe o farmaci. Anche dormire su superfici troppo morbide che permettano di sprofondare può peggiorare la situazione.

NO al fumo in casa!

Secondo il U.S. Surgeon General’s Report, il fumo passivo è spesso strettamente correlato alla sindrome. Nei bambini morti per SIDS è stata ritrovata una maggiore concentrazione di nicotina e cotinine (che indica l’esposizione al fumo passivo) nei polmoni rispetto a bambini deceduti per altre cause. È assolutamente consigliabile che i genitori smettano completamente di fumare o almeno fumino solo fuori dalle mura domestiche.

I vaccini invece non rappresentano affatto un fattore di rischio per la SIDS, anzi, in alcuni casi hanno un’azione protettiva contro la stessa: la vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse, ad esempio, risulta correlata con una riduzione della SIDS

 

Prevenire la SIDS

Per prevenire, per quanto possibile, questa terribile sindrome è fondamentale una corretta informazione ed educazione sanitaria per i genitori.

Alcune raccomandazioni utili sono :

  • far dormire il bambino sempre a pancia in su (supino);
  • non fumare all’interno dell’abitazione, non fumare durante la gravidanza, non fumare mentre si allatta, non fumare vicino al bambino, possibilmente NON FUMARE e basta;
  • mantenere una temperatura adeguata nell’ambiente dove dorme il bambino, (il microclima della stanza è ottimale quando la temperatura è compresa tra i 18 °C e i 20 °C e quando un buon ricambio d’aria permette che l’umidità sia intorno al 50%);
  • evitare di coprirlo eccessivamente ( in particolar modo in caso di febbre);
  • farlo dormire lontano da fonti di calore;
  • far dormire il bambino nella stanza dei genitori, ma nella sua culla e non nel letto dei genitori;
  • coprire il bambino con coperte che rimangano ben rimboccate e che non si spostino durante il sonno, coprendo il viso e la testa del neonato;
  • non utilizzare cuscini soffici, o altri materiali che possano soffocare il bambino durante il sonno;
  • allattare al seno il bambino nei primi sei mesi di vita. E’ stato dimostrato che una immunizzazione corretta riduce il rischio di Sids;

 

Il ciuccio va bene!

Uno studio del 2005 dimostrò che l’uso del ciuccio riduceva del 90% il rischio della sindrome. Questo attraverso la stimolazione del nucleo mesencefalico del trigemino, tramite la suzione, libera un neurotrasmettitore, il Glutammato, che permette il controllo delle funzioni vitali del neonato (frequenza cardiaca, respirazione, pH e temperatura del sangue) che altrimenti specie nei neonati immaturi potrebbero venir meno in condizioni di minimo stimolo ambientale (nel sonno).

 

Fonti

Ways To Reduce the Risk of SIDS and Other Sleep-Related Causes of Infant Death

Bedsharing and maternal smoking in a population-b… [Pediatrics. 2005] – PubMed – NCBI

Sindrome della morte in culla, Epicentro

SD. Essery, MW. Raza; A. Zorgani; DA. MacKenzie; VS. James; DM. Weir; A. Busuttil; N. Hallam; C. Blackwell, The protective effect of immunisation against diphtheria, pertussis and tetanus (DPT) in relation to sudden infant death syndrome., in FEMS Immunol Med Microbiol, vol. 25, 1-2, agosto 1999, pp. 183-92, PMID 10443507

 Giovanni Andrisani, The mesencephalic nucleus of the trigeminal nerve and the SIDS, in Medical Hypotheses, Medical Hypotheses 84 (2015), pp. 8-10, Reference: YMEHY7748.

 

 

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