Infezioni delle basse vie urinarie. La Cistite Prevenzione e Trattamento Infermieristico.

Un’infezione delle vie urinarie (IVU) è causata dalla presenza di microrganismi patogeni nelle vie urinarie, con o senza segni e sintomi. Le infezioni delle vie urinarie più basse possono essere localizzate prevalentemente nella vescica (cistite) o nell’uretra (uretrite).
Batteriuria significa presenza di batteri nelle urine, questa può essere asintomatica o manifestarsi come una vera e propria infezione

Le infezioni urinarie ricorrenti possono indicare:
Recidiva: infezione ricorrente da parte di un organismo che è stato isolato durante le infezioni precedenti.
Reinfezione: infezione ricorrente da parte di un organismo diverso da quello che ha causato l’infezione precedente.

Fisiopatologia ed eziologia


I batteri colonizzano la vescica risalendo attraverso il meato urinario. Per questo le donne sono più predisposte allo sviluppo di una cistite acuta essendo l’uretra  più corta e più vicina alla vagina, alle ghiandole periuretrali ed al retto (contaminazione fecale), e per gli effetti meccanici del coito.
 Le donne con infezioni urinarie ricorrenti hanno spesso dei bacilli gramnegativi nell’ingresso della vagina; vi può essere qualche difetto della mucosa; dell’uretra, della vagina o dei genitali esterni di queste pazienti, che consente agli organismi enterici di invadere la vescica.

Delle abitudini non corrette, per quanto riguarda la minzione, possono causare uno svuotamento non completo della vescica, aumentando il rischio di infezione ricorrente. Il più delle volte nelle donne le infezioni acute originano dagli organismi della flora intestinale della paziente stessa (Escherichia coli).
Anche se l’E. coli causa 86% delle infezioni delle vie urinarie, altri patogeni, come le specie di Klebsielh, le specie di Proteus, e lo Staphylococcus saprophytictts, possono causare queste infezioni.
Negli uomini le alterazioni ostruttive (stenosi, ipertrofìa prostatica) sono la causa più frequente di infezione.
Le infezioni delle vie urinarie sono una delle principali cause di infezioni nosocomiali negli anziani.

Manifestazioni cliniche


1. Disuria, pollachìuria, tenesmo vescicale, nicturia.
2. Dolore e fastidio soprapubico.
3. Ematuria microscopica o macroscopica

Nell’anziano le modificazioni dello stato mentale possono essere l’unico segno di infezione delle vie urinarie.

 Valutazione diagnostica


 Per la diagnosi è possibile utilizzare una striscia reattiva per le urine che reagendo positivamente per sangue, leucociti e nitrati, indica la presenza di infezione. L’esame microscopico delle urine mostra in ogni campo la presenza di globuli rossi e di numerosi leucociti, senza cellule epiteliali.


ATTENZIONE! Se l’esame delle urine mostra la presenza  molte cellule epiteliali, nelle donne, è probabile che le urine siano state contaminale dalle secrezioni vaginali e l’esame non è quindi accurato nell’indicare un’infezione. Anche l’urinocoltura può essere contaminata. Per ottenere dei risultati attendibili è necessario ottenere un campione di urina pulito, da mitto intermedio, ed in qualche paziente può essere necessario un cateterismo estemporaneo.


L’urinocoltura è usata per riconoscere la presenza di batteri ed individuare gli antibiotici ai quali risultano sensibili(antibiogramma).

Pazienti con un catetere a permanenza possono avere una colonizzazione batterica asintomatica delle urine, senza infezione delle vie urinarie. In questi pazienti l’infezione delle vie urinarie è diagnosticata e trattata solo quando sono presenti dei sintomi.

Trattamento


Il trattemento farmacologico si basa su terapia antibiotica in accordo con i risultati dell’antibiogramma, se effettuato. 
Le infezioni delle vie urinarie di solito rispondono ai farmaci che sono escreti nelle urine in concentrazione elevata; un farmaco potenzialmente efficace dovrebbe sterilizzare rapidamente le urine, alleviando così i sintomi del paziente.

Le  cistiti non complicate sono di solito trattate con fosfomicina in unica o doppia somministrazione o con un ciclo di 3 giorni con un fluorochinolone come la ciprofloxacina. Quando la minzione crea disturbi gravi, può essere prescritta la fenazopiridina, tre volte il giorno per 2 giorni. (Prima di intraprendere qualsiasi tipo di terapia farmacologica consultare il proprio medico)

Complicanze

Le principali complicanze di un’infezione delle basse vie urinarie possono essere:

1. Pielonefrite.
2. Diffusione ematogena che determina una sepsi.

Valutazione infermieristica

  1. Determinare se il paziente ha una storia di infezioni urinarie nell’infanzia, o durante la gravidanza, oppure se ha avuto infezioni ricorrenti.
  2. Indagare sulle abitudini minzionali, sulle pratiche di igiene personale e sui metodi di contraccezione (l’uso del diaframma o degli spermicidi è associato con Io sviluppo di cistite).
  3. Chiedere alla paziente se ha qualche sintomo associato di perdite vaginali, prurito o irritazione: la disuria può essere il sintomo più importante della vaginite o delle infezioni da patogeni trasmessi sessualmente, piuttosto che dell’infezione delle vie urinarie.
  4. Esaminare il paziente per quanto riguarda la dolorabilità soprapubica, come pure per la dolorabilità addominale, la difesa, il rimbalzo, o la presenza di masse, che possono indicare un processo più grave.

 Diagnosi infermieristiche

  • Dolore acuto correlato ad infiammazione della mucosa vescicale.
  • Conoscenza inadeguata di quanto riguarda la prevenzione delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie.

Tecniche assistenziali

Alleviare il dolore
  1. Somministrare o insegnare ad assumere degli antibiotici: l’eliminazione dell’infezione si accompagna di solito ad una risoluzione rapida dei sintomi.
  2. Incoraggiare il paziente ad assumere gli analgesici e gli antispastici che sono stati prescritti.
  3.  Incoraggiare a restare a riposo durante la fase acuta, se i sintomi sono gravi.
  4. Incoraggiare ad assumere molti liquidi per favorire la diuresi ed eliminare i batteri dalle vie urinarie.

Incrementare la comprensione e la pratica delle misure preventive

  1.  Alle donne che hanno infezioni ricorrenti delle vie urinarie dare le seguenti istruzioni:
       a. Ridurre, con delle misure igieniche, l’introduzione di patogeni nella vagina.
       b. Lavare i genitali nella doccia o stando in piedi nella vasca da bagno: i batteri che sono   nell’acqua del bagno possono riuscire ad entrare nell’uretra.
       c. Dopo ogni evacuzione pulire intorno al perineo ed al meato dell’uretra, con movimenti di pulizia dall’avanti all’indietro, per rendere minima la contaminazione fecale dell’area periuretrale.
  2. Bere cospicui quantitativi d’acqua, per ridurre la concentrazione batterica nelle urine (almeno 1,5-2 L di acqua al giorno).
  3. Evitare gli irritanti della vescica: caffè, tè, alcol, bibite alia cola ed aspartame.
  4. Evitare l’ingresso di microrganismi nella vescica durante i rapporti sessuali, se possibile.
  5. Evitare gli irritanti esterni, come bagni di schiuma, polveri di talco, detergenti o deodoranti vaginali profumati.
  6. I pazienti con batteriuria persistente possono avere bisogno di una terapia antimicrobica di lunga durata, per prevenire la colonizzazione dell’area periuretrale e la ricorrenza dell’infezione delle vie urinarie.
  7. Prendere antibiotici andando a letto, dopo avere vuotato la vescica, per assicurare una concentrazione adeguata del farmaco durante la notte, perché la scarsa produzione di urina e gli svuotamenti poco frequenti della vescica predispongono alla moltiplicazione dei batteri.
  8. Fare degli esami a domicilio (strisce da immergere nell’urina) per controllare le infezioni delle vie urinarie.

Educazione del paziente per il mantenimento dello stato di salute

  1.  Informare le donne con una cistite semplice, non complicata, che non hanno bisogno di controlli se i sintomi sono completamente regrediti con la terapia antibiotica. Gli uomini di solito hanno bisogno di esami colturali di controllo ed eventualmente d’altri esami, se hanno più di un episodio di infezione.
  2. Insegnare al paziente a vuotare la vescica spesso (ogni 2-3 ore) e completamente, per favorire l’eliminazione dei batteri, ridurre la stasi di urina e prevenire la reinfezione. Se la minzione non è frequente le pareti della vescica si distendono, portando all’ipossia della mucosa della vescica, che diventa più predisposta all’ invasione batterica.
  3. Insegnare alle pazienti che hanno avuto delle infezioni delle vie urinarie durante la gravidanza a fare degli esami di controllo.
  4. Le donne con cistiti non complicate, ma ricorrenti, possono prendere da sole degli antibiotici per 2-3 giorni, quando iniziano i sintomi, se questo è stato prescritto dal medico.
  5. Il mirtillo palustre (sciroppo o capsule) può contribuire a prevenire le cistiti, modificando la composizione chimica delle urine. Le capsule con acidofilo e mirtillo si possono trovare nei negozi insieme a vitamine ed integratori per la salute.
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