Il Consenso Informato

Il Consenso Informato rappresenta la manifestazione di volontà del paziente di essere sottoposto ad un determinato trattamento sanitario. L’obbligo per il medico di munirsi del consenso della persona assistita trova riscontro anche nella costituzione.

L’articolo 13 della costituzione sancisce l’inviolabilità della libertà personale e secondo l’articolo 32 “nessuno può essere obbligato a determinati trattamenti sanitari se non per disposizione di legge (TSO)”.

Il consenso informato per essere valido deve essere :

  1. Personale – cioè espresso direttamente dall’interessato (salvo i casi di incapacità o nel caso in cui si tratti di un minore).
  2. Libero – non condizionato da pressioni psicologiche da parte di altri soggetti.
  3. Esplicito – manifestato in maniera chiara.
  4. Consapevole – manifestato solo dopo che il paziente abbia ricevuto e compreso tutte le informazioni necessarie per decidere se sottoporsi a tale trattamento.
  5. Specifico – strettamente legato al trattamento in questione e che comprenda tutti i relativi rischi e possibili conseguenze.
  6. Revocabile in ogni momento – il paziente deve essere libero in ogni momento di poter cambiare idea, anche dopo aver firmato.

Il paziente deve inoltre essere informato sulla diagnosi, il decorso previsto dalla malattia, tutti i possibili rischi ad essa correlati e sulle alternative terapeutiche e le loro conseguenze.

Il consenso informato è sempre obbligatorio, le uniche eccezioni sono:

  • Situazioni in cui la persona assistita abbia espresso chiaramente la volontà di non essere informata.
  • Situazioni di emergenza (Consenso presunto, stato di necessità).
  • Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Dal punto di vista giuridico la raccolta del consenso informato spetta al medico ma non bisogna dimenticare che l’informazione al paziente rientra nelle competenze infermieristiche al fine di garantire un’assistenza olistica.

Il Codice Deontologico dell’Infermiere (2009) trattava di informazione e consenso in diversi articoli:

  • Articolo 20 – L’infermiere ascolta, informa, coinvolge l’assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell’esprimere le proprie scelte.
  • Articolo 21 – L’infermiere, rispettando le indicazioni espresse dall’assistito, ne favorisce i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, coinvolgendole nel piano di assistenza. Tiene conto della dimensione interculturale e dei bisogni assistenziali ad essa correlati.
  • Articolo 22 – L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione con l’assistito.
  • Articolo 23 – L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multiprofessionale e si adopera affinché l’assistito disponga di tutte le informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita.
  • Articolo 24 – L’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
  • Articolo 25 – L’infermiere rispetta la consapevole ed esplicita volontà dell’assistito di non essere informato sul suo stato di salute, purché la mancata informazione non sia di pericolo per sé o per gli altri.

Nel Nuovo Codice Deontologico 2019:

L’ Articolo 13 recita:

L’infermiere …omissis… Partecipa al percorso di cura e si adopera affinché la persona assistita disponga delle informazioni condivise con l’equipe, necessarie ai suoi bisogni di vita e alla scelta consapevole dei percorsi di cura proposti.

Art .15

 Informazioni sullo stato di salute

L’Infermiere si assicura che l’interessato o la persona da lui indicata come riferimento, riceva informazioni sul suo stato di salute precise, complete e tempestive, condivise con l’equipe di cura, nel rispetto delle sue esigenze e con modalità culturalmente appropriate.  Non si sostituisce ad altre figure professionali nel fornire informazioni che non siano di propria pertinenza.

Art. 33 

Documentazione clinica

L’Infermiere è responsabile della redazione accurata della documentazione clinica di competenza, ponendo in risalto l’importanza della sua completezza e veridicità anche ai fini del consenso o diniego, consapevolmente espresso dalla persona assistita al trattamento infermieristico. 

Art. 40 

Contratto di cura

L’Infermiere, con trasparenza, correttezza e nel rispetto delle norme vigenti, formalizza con la persona assistita apposito contratto di cura che evidenzi l’adeguata e appropriata presa in carico dei bisogni assistenziali, quanto espresso dalla persona in termini di assenso/dissenso informato rispetto a quanto proposto, gli elementi espliciti di tutela dei dati personali e gli elementi che compongono il compenso professionale.

 

Per cui è fondamentale che l’infermiere assista e supporti il paziente nella presa delle decisioni, aiutandolo a comprendere la propria situazione, instaurando un rapporto d’aiuto basato sulla fiducia.

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