Catetere di Swan-Ganz. Gestione Infermieristica

Il monitoraggio emodinamico consiste nella rilevazione seriata dei diversi parametri pressori, dati che, opportunamente elaborati, consentono un’ approfondita analisi della funzione cardiocircolatoria, finalizzata ad un esatto programma diagnostico e terapeutico. Il catetere di Swan Ganz è lo strumento utile per tale monitoraggio.

IL CATETERE DI SWAN GANZ

Il catetere di Swan Ganz è un catetere a più lumi, costituito da materiale quali il polivinilcloruro (PVC) o poliuretano (PU). E’ lungo circa 110 cm ed è dotato di discreta morbidezza e flessibilità. Nella sua lunghezza sono stampigliate le tacche di misura per riconoscere la sua posizione, sia in fase di introduzione che in fase di permanenza in sito.

LUME PROSSIMALE LUME DISTALE

Il numero delle vie dello Swan Ganz è variabile da 2 a 5, lo standard in uso consta di 4 lumi che si distinguono:

1. LUME DISTALE di colore giallo che si apre alla punta del catetere. Connesso ad un trasduttore di pressione, permette il monitoraggio in ARTERIA POLMONARE (PAP), la rilevazione della PRESSIONE CAPILLARE (WEDGE PRESSURE) e il prelievo di campioni di sangue venoso misto per la determinazione della sua saturazione (SvO2);

2. LUME PROSSIMALE di colore blu che si apre a circa 30 cm dalla punta e si situa, a catetere posizionato, a livello dell’ATRIO DESTRO. Permette il monitoraggio della PRESSIONE ATRIALE DESTRA (PVC) e l’introduzione della soluzione per la determinazione della PORTATA CARDIACA (CO) secondo il metodo della termodiluizione;

3. LUME CONNESSO AL PALLONCINO di colore rosso. La via è fornita di siringa da 2 mL dotata di valvola di chiusura che serve a riempire il palloncino stesso. L’insufflazione di una quantità d’aria pari a 0,8 – 1,5 cc permette l’occlusione di un ramo dell’arteria polmonare e la determinazione della PRESSIONE D’INCUNEAMENTO CAPILLARE POLMONARE (PAWP=WEDGE);

4. LUME PRE LE CONNESSIONI ELETTRONICHE di colore bianco. I fili del termistore emergono da circa 4 cm dalla punta del catetere. Permette la rilevazione della temperatura a livello ematico e la misurazione della PORTATA CARDIACA;

5. LUME AGGIUNTIVO per permettere l’infusione di farmaci e soluzioni.

Nei modelli più recenti e sofisticati, lo SW.G. può presentare lumi ulteriori, idonei:

– al monitoraggio continuo della portata cardiaca;
– alla stimolazione bipolare;
– alla lettura a fibre ottiche;
– per angiografia polmonare;
– per calcolo della frazione d’eiezione del cuore destro;
– per uso pediatrico.

Tali lumi sono facilmente distinguibili, sia perchè la loro funzione è stampigliata in prossimità dei coni di raccordo, sia per la presenza di un codice colore.

 NOTE DI FISIOLOGIA

  • PRESSIONE VENOSA CENTRALE (PVC): è la pressione in Atrio Destro. I suoi valori normali corrispondono a 5 – 10 mmHg;
  • GITTATA SISTOLICA: è la quantità di sangue espulsa da ciascun ventricolo ad ogni sistole. E’ controllata da fattori inotropi positivi e negativi che agiscono sulla contrattilità miocardica, ovvero sulla frazione di eiezione (FE). Si modifica attraverso le variabili di PreCarico e PostCarico;
  •  FREQUENZA CARDIACA: numero di cicli cardiaci/min. (sistole/diastole) è controllata dal SNV(sistema nervoso vegetativo), dal PARASIMPATICO e dalle CATECOLAMINE (adrenalina, noradrenalina e dopamina);
  •  GITTATA CARDIACA: è la quantità di sangue espulso da ciascun ventricolo in
    1 minuto. Nell’uomo adulo, a riposo, è di circa 4 – 6 L/min e si ottiene dalla formula:
    ◆ GC = GS × FC;
  •  FRAZIONE DI EIEZIONE: identifica la percentuale del volume di sangue (presente nel ventricolo al termine della diastole) che in fase sistolica viene inviata nel vaso arterioso;
  • INDICE CARDIACO: è il rapporto ottenuto dalla seguente formula:
    * IC = GC/SUPERFICIE CORPOREA
    il suo valore normale è di 2,5 – 4 L/min/m2.
  • PRECARICO: è il volume di riempimento telediastolico, ovvero del PRELOAD del ventricolo sinistro prima della contrazione. Esprime il grado di distensione prima della contrazione, ovvero il volume del ventricolo alla fine della diastole. E’ influenzato sia dal volume di ritorno venoso al cuore, sia dal tono venoso stesso. La pressione telediastolica del Ventricolo Sinistro è indice di margine allo scompenso cardiaco se il suo valore supera i 18 mmHg.
  • CONTRATTILITA’: proprietà del muscolo cardiaco di contrarsi e sviluppare una forza.
  • POSTCARICO: è la tensione sviluppata dalla parete ventricolare sinistra in fase di eiezione. Durante la fase di espulsione, infatti, si sviluppa una forza tale da espellere il sangue nel’aorta, vincendo la resistenza o meglio l’impedenza dell’aorta stessa e delle arterie periferiche. E’ influenzata dalla dimensione cardiaca, dalla PA e dal precarico, dati questi che a loro volta condizionano la portata cardiaca;
  • PRESSIONE ARTERIA POLMONARE: si distingue in SISTOLICA la pressione del VENTRICOLO DX impiegata per eiettare il sangue nel letto vascolare polmonare, il suo valore è compreso fra 15/18 mmHg. La DIASTOLICA è la pressione rilevata prima della sistole, il suo valore normale è di 5/16 mmHg. La pressione MEDIA polmonare fra le due è di 10/22 mmHg. La PAP è indicatore indiretto dell’attività del Ventricolo Sinistro;
  • PRESSIONE D’INCUNEAMENTO DELL’ARTERIA POLMONARE: esprime la
    pressione del letto capillare polmonare ed è indicatore indiretto della pressione media Atriale Sinistra (PAS). Essa determina il PRELOAD del Ventricolo Sinistro prima della sua contrazione. E’ indicatore sensibile di congestione polmonare se ha valori aumentati. I suoi valori normali corrispondono a 6/15 mmHg.
  • ASINERGIA: Fattore patologico che determina incoordinati movimenti contrattili in corrispondenza di alcune zone del ventricolo.

INDICAZIONI AL POSIZIONAMENTO DEL CATETERE DI SWAN GANZ

Una generica classificazione dei quadri patologici che trovano indicazione all’impiego del monitoraggio emodinamico cruento è rappresentato da:

  1.  Diagnosi differenziale di scompenso cardiaco Dx – Sx o Biventricolare;
  2. Valutazione diagnostica e terapeutica nei pazienti affetti da shock severo (ipovolemico, settico, post-traumatico, cardiogeno);
  3.  Valutazione dell’efficacia di farmaci nei quadri di scompenso cardiaco;
  4. Valutazione diagnostica nei pazienti affetti da severa ipossiemia, insufficienza respiratoria;
  5.  Valutazione diagnostica nei pazienti affetti da ipertensione polmonare.

Nello specifico cardiologico il monitoraggio trova impiego:

INFARTO MIOCARDICO complicato da
-insufficienza ventricolare Sx;
-quadri ipotensivi;
-gravi turbe del ritmo cardiaco;
-rottura del setto interventricolare;
-disfunzione dei Muscoli Papillari.

VALVULOPATIA Aortica e/o Mitralica, dove si riconoscono precise onde patologiche di monitoraggio.

GRAVE CORONAROPATIA

ANEURISMA dell’Aorta

◊ Valutazione dell’impiego di FARMACI ad azione cardiocinetica o vasodilatatrice

◊ Valutazione dell’impiego del CONTROPULSATORE AORTICO.

 PROCEDURA DI INSERIMENTO DEL CATETERE

Il catetere di Swan Ganz viene posizionato con tecnica di Seldingher, attraverso la via venosa più frequentemente rappresentata dalla via Succlavia, quindi la Giugulare Interna, la Basilica e più raramente dalla via Femorale.
La procedura viene compiuta a regime di completa sterilità. L’allestimento di materiale e mezzi, nella modalità asettica.

MATERIALE NECESSARIO
• Foglio di linee guida per il materiale necessario, utile sia come vademecum all’allestimento sia per il ripristino ed il riordino del materiale stesso.
• Siringa con ago per puntura percutanea della vena;
• Guida metallica da introdurre nell’ago, non appena giunti nel vaso;
• Introduttore valvolato della guaina percutanea e schermo anticontaminazione con N. di French una misura superiore al catetere;
• Catetere di Swan Ganz scelto in base alle indicazioni;
• Garze sterili, disinfettante iodato, lama da bisturi, 2 rubinetti, filo di sutura, guanti sterili, cuffie, mascherine, copritavolo, teleria e camici sterili;
• Farmaci, quali la Lidocaina, Soluzione Fisiologica e tutto il necessario per la rianimazione cardiorespiratoria.

Per quanto concerne la Strumentazione, bisognerà preparare:
♦ Monitor per controllo ECG e rilevazione pressoria;
♦ Monitor-Computer per portata cardiaca compatibile con i cavi di connessione;
♦ Sistema di lavaggio eparinato sterile (1000 mL SF/5000 UI eparina) e trasduttori di pressione;
♦ ECG a lato del letto del paziente e sistema di monitoraggio della PA.

PRE-PROCEDURA
Prima di procedere al posizionamento del catetere di Swan Ganz, in collaborazione con il Medico si dovrà:

• Informare il paziente, se cosciente, della procedura e delle sue finalità;
• Posizionare correttamente il paziente a seconda della via venosa prescelta (generalmente in postura Supina e lieve Trendelenburg);
• Monitorare il paziente con traccia ECG continua;
• Allestire la via di monitoraggio elettronico della pressione e, in particolare:
a. Predisporre correttamente il trasduttore a livello della linea ascellare media del paziente;
b. Sistemare le diverse onde di pressione secondo i criteri di funzionamento del monitor Merlino;
• Preparare il campo sterile e servire sterilmente il Medico Operatore.

PREPARAZIONE DEL CATETERE
Osservando il medico durante la procedura di preparazione del catetere, vedremo:

– irrigare i lumi del catetere con Soluzione Fisiologica per renderlo pervio e rimuovere l’aria;
– controllare l’integrità del palloncino.

INSERIMENTO
Il catetere di Swan Ganz può essere inserito al letto del paziente, senza l’ausilio della fluoroscopia, ma guidati dal monitoraggio continuo della pressione.
La procedura medica prevede:

  1. Introduzione del catetere nella vena attraverso incisione venosa o tramite una guaina introduttrice sottocutanea;
  2. Rimozione del dilatatore e chiusura dell’introduttore valvolato;
  3. Attraverso la valvola viene infilato il catetere di Swan Ganz previa introduzione della guaina protettrice;
  4. Osservando al monitor le forme d’onda pressoria, si posiziona il catetere in modo ottimale. Esso infatti passa in vena cava inferiore o superiore, nell’atrio e nel ventricolo destro fino a giungere in arteria polmonare. Nei vari passaggi si rileveranno le caratteristiche forme d’onda pressoria e le relative modificazioni;
  5. A catetere posizionato, si potrà rilevare la pressione incuneata o WEDGE PRESSURE, graficamente rappresentata da un appiattimento dell’onda stessa , quindi con lo sgonfiaggio del palloncino, ricomparirà l’onda pressoria dell’arteria polmonare;
  6. Posizionato correttamente il catetere, il medico precederà al fissaggio della guaina protettrice trasparente, all’ancoraggio alla cute tramite un punto di sutura e all’esecuzione della classica medicazione a “sandwich”;
  7. A fine procedura il medico richiede un controllo radiologico per verificare il corretto posizionamento del catetere, mentre sarà compito infermieristico predisporre i limiti di allarme minimi e massimi e seguire scrupolosamente il trend e la rilevazione dei parametri emodinamici.

COMPLICANZE

Le complicanze di tale procedura, sono legate all’invasività del monitoraggio, sia per quanto riguarda il posizionamento del catetere, che per la gestione dello stesso.
Queste possono essere:
□ Perforazione dell’arteria polmonare;
□ Infarto polmonare;
□ Aritmie cardiache;
□ Sepsi e infezioni;
□ Blocco completo e/o arresto cardiocircolatorio;
□ Danni anatomici (es: a livello valvolare);
□ Pneumotorace;
□ Trombosi.
Si ricorda inoltre che più lungo è il tempo di permanenza del catetere in situ e maggiore è il rischio d’infezioni e complicanze tromboemboliche. Le prime aumentano esponenzialmente ogniqualvolta le linee vengano sconnesse (infusione di farmaci, prelievi di sangue, lavaggi manuali) e se il catetere rimane posizionato per un tempo superiore alle 72 ore. Pertanto esso va manipolato solo se necessario ed osservando rigorosi principi di asepsi. Il tempo massimo consigliato per il posizionamento è di 5 giorni. Non è raccomandata la sostituzione routinaria delle medicazioni del sito di inserimento, ma vanno cambiate quando si bagnano, si sporcano o si staccano, o quando è necessaria l’ispezione del sito in assenza di medicazione trasparente.

Fonte

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