Assistenza infermieristica al paziente stomizzato: Stomia e infermiere stomaterapista

Immagine correlata

Il confezionamento di una stomia può rappresentare o rappresenta il trattamento di elezione nei tumori del tratto gastrointestinale e vescicale, nelle malattie infiammatorie e nei traumi addominali.                  In Italia sono 75mila le persone che convivono con una stomia e si stima che ci siano circa 18mila pazienti nuovi ogni anno.  Le persone portatrici di stomia necessitano di un’assistenza olistica e possono avvalersi di “infermieri certificati in stomaterapia“.

Il termine stomia deriva dal greco stòma ( bocca o apertura)  ed è il risultato di un intervento chirurgico di abboccamento, temporaneo o permanente, di una porzione di intestino alla parete addominale detto “enterostomia”  nello specifico mediante tale intervento la porzione della mucosa intestinale viene portata all’esterno attraverso un’ apertura detta “Stomia” ed il tratto di intestino abboccato sull’addome è chiamato “Stoma”. 

Caratteristiche e gestione di una stomia

Le stomie non sono confezionate tutte allo stesso modo, possono variare per dimensioni e forma, possono essere tonde, ovali o di forma irregolare e possono sporgere o essere a livello della cute, ma hanno caratteristiche comuni, si presentano di colore rosso , lucide ed umide, sono vascolarizzate per cui possono sanguinare se strofinate o irritate. Normalmente una stomia ben confezionata
possiede una cute peristomale integra con uno stoma ben irrorato, e che sporga di alcuni millimetri, in modo che le deiezioni ricadano direttamente nella sacca di raccolta. La stomia essendo priva di sfintere, di muscolo e di terminazioni nervose  non provoca dolore ma non è in grado nemmeno di dilatarsi o stringersi a comando cioè rende necessario l’impiego di dispositivi di raccolta delle feci e delle urine.

A livello intestinale le stomie si differenziano a seconda della porzione di
intestino che viene interrotto e abboccato alla cute:

  • Colostomia : la stomia viene confezionata a livello del colon e in tal caso si parla di Colostomia trasversa,  Colostomia ascendente e discendente, Sigmoidostomia
  • Ciecostomia (più rara): la stomia viene confezionata a livello dell’intestino cieco in fossa iliaca destra
  • Ileostomia

Mentre a livello urinario a seconda del tratto interessato si hanno: 

  • Nefrostomia ( abboccamento del rene alla parete esterna)
  • Ureterostomia
  • Cistostomia ( comunicazione artificiale della vescica con l’esterno)

Nell’immediato post-operatorio e nelle prime 48 ore dall’intervento lo stoma ed i suoi effluenti, nonché la cute peristomale devono essere controllati regolarmente al fine di identificare rapidamente l’eventuale comparsa di segni e sintomi di complicanze precoci, al tal fine sarebbe utile utilizzare uno strumento di rilevazione e documentazione. Le complicanze stomali si classificano in:

COMPLICANZE PRECOCI

( nei primi 30 giorni dall’intervento)

COMPLICANZE TARDIVE 

 

  •  Edema
  • Emorragia intra e peristomale
  • Ischemia
  • Necrosi
  • Lesione cutanea
  • Suppurazione
  • Ascesso peristomale
  • Distacco giunzione muco-cutanea
  • Diastasi muco-cutanea
  • Dermatite da contatto
  • Lesione cutanea ( Verruca, fillicolite..)
  • Ernia
  • Fistola
  • Prolasso
  • Stenosi
  • Granuloma
  • Trauma 

 L’infermiere stomaterapista : chi è? Cosa fa?

L’infermiere stomaterapista o enterostomista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea in Infermieristica, ha continuato la formazione specializzandosi sulle conoscenze e le competenze che lo rendono in grado di erogare prestazioni assistenziali e riabilitative alla persona affetta da stomia e disfunzioni del pavimento pelvico ( Il Master universitario di primo livello in Stomaterapia) .

L’infermiere stomaterapista è il punto di riferimento più importante per il paziente in quanto svolge un ruolo fondamentale nel percorso di cura e riabilitazione. La presa in carico del paziente e della famiglia inizia fin dal pre-operatorio e continua anche nel post degenza operatoria sul territorio diventando un punto di riferimento per questi pazienti. Infatti a tale figura viene affidata, fra le altre competenze, la valutazione periodica della stomia e della idoneità del dispositivo utilizzato. 

Le aree di competenza dello stomaterapista

  • assistenza al paziente durante l’iter pre e post operatorio
  • self care del paziente  attraverso l’educazione e l’ acquisizione di conoscenze ed abilità  inerenti a :
    • stoma care
    • stile i vita (alimentazione, idratazione, attività fisica)
    •igiene
    • corretto utilizzo dei presidi prescritti
    • compliance terapeutica
  • prevenzione e gestione delle complicanze dello stoma
  • educazione e riabilitazione del portatore di stomia
  • educazione al paziente stomizzato e alla famiglia ( care giver)
  • riabilitazione di pazienti con incontinenza urinaria e fecale
  • riabilitazione del pavimento pelvico
  • Indicazione di associazioni per stomizzati

Più l’infermiere riesce a creare un rapporto di fiducia con la persona e la famiglia e più semplice sarà accompagnare il paziente in questo percorso. L’attività educativa dello stomaterapista inizia già con la fase preoperatoria, è in questo momento che il chirurgo, in collaborazione con l’enterostomista,
seguendo dei punti di repere, disegna la posizione ideale in cui verrà collocata la stomia sull’addome ( disegno preoperatorio) aiutando il paziente a visualizzare e concretizzare la sede di confezionamento  ( generalmente quasi sempre viene posta in posizione laterale così da garantire una diminuzione dei rischi infettivi e una migliore adesività dei presidi di raccolta). Tale fase ha infatti come obiettivo ridurre l’ansia nell’assistito, ‘descrivere l’aspetto e la sede della stomia, in modo da attenuare l’impatto visivo della stomia stessa al termine dell’intervento chirurgico, incoraggia l’assistito a prendere confidenza con il materiale che servirà alla gestione della stomia (ad esempio, i sacchetti di raccolta).                      Alla fase post-operatoria è affidato il piano educativo che ha lo scopo di formare il paziente al self care  dello stoma in modo da ridurre gli eventi avversi, tenendo presente che l’équipe ospedaliera e domiciliare rappresenta un saldo punto di riferimento.

Presidi

Risultati immagini per presidi stomia La scelta del presidio di raccolta è di competenza dello stomaterapista. Il sistema di raccolta per stomia deve garantire sicurezza, comfort e soprattutto preservare l’integrità cutanea. La scelta del dispositivo di raccolta dipende dal tipo di stomia confezionata e dalla tipologia delle deiezioni. Si dividono in  

  1. sistemi monopezzo più discreti in quanto dotati di filtro antiodore ma possono dare traumatismi da strappo
  2. sistemi a due pezzi dotati di un anello di plastica detto flangia ( piatta o convessa) che divide la sacca e barriera adesiva, tali presidi sono meno discreti, più pesanti ma meno traumatici.

Inoltre i presidi di raccolta possono dividersi in sistemi a fondo chiuso o fondo aperto, i primi hanno semplicemente una sacca che viene rimossa e gettata una volta riempita mentre i secondi sono facilmente svuotabili aprendo la chiusura integrata sul fondo e sono ad esempio indicati per portatori di ileostomia o ureterostomia. 

 Stoma Care

La cura della stomia ( Stoma care) è il perno centrale dell’attività educativa post operatoria.  E’ in questa fase che il paziente inizia a prendere confidenza, aiutato dallo stomaterapista, con la stomia e i presidi di raccolta. Per una corretta gestione della stomia le parole chiave devono essere                              – riconoscimento delle condizioni della stomia                                                                                                       – protezione della cute in modo tale da prevenire complicanze

Durante il ricovero l’enterostomista controlla ed educa il paziente a riconoscere le condizioni della stomia (colore, posizione rispetto al piano cutaneo, eventuali segni di altre complicanze). Lo educa ad eseguire l’igiene della stomia rimuovendo il sistema di raccolta dall’ alto verso il basso, con delicatezza, deterge la cute con movimenti circolari dall’ esterno verso la stomia utilizzando una spugna morbida imbevuta di acqua tiepida e sapone neutro oppure utilizzando detergenti specifici. Asciugare la cute tamponando ispezionare la cute assicurandosi che non vi siano alterazioni e se necessario applicare pasta e polvere, poi procedere al riposizionamento del presidio idoneo misurando la stomia e ritagliando il foro della placca uguale o maggiore di 2 mm. 

 

 

 

 

 

 

 

Precedente L'istituto della Mobilità, passato presente e futuro. E il nulla osta? Successivo Sette infermieri sono in malattia, saltano gli interventi chirurgici